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Madrid Gaming Experience 2016


Nel corso del 2015, la Asociación Española de Videojuegos (AEVI) decise di trasferire il più grande evento videoludico spagnolo da Madrid a Barcelona, creando il Barcelona Games World 2016. Forte del fatto che Barcelona è la capitale spagnola del mondo Mobile e i giochi Mobile, si sa, muovono molto denaro in Spagna. La fiera di Madrid (IFEMA), rimasta orfana dell’evento e delle entrate che questo generava, corse ai ripari proponendo la Madrid Gaming Experience 2016, non più dedicata al mondo professionale bensì solamente ai gamers.

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Forse complice questa scissione, la MGE 2016 ha dato meno spazio al mondo di sviluppo indie sia per quantità di giochi presentati, sia forse anche per la qualità degli stessi. Tutto il mondo indie è racchiuso nell’area Gamelab con una ventina di postazioni e la classica area conferenze dove sviluppatori spagnoli raccontano le proprie esperienze.

Abbiamo identificato 2 giochi di avventura interessanti:

The Crow’s Eye

The Crow’s Eye è un videogioco con componenti di avventura, puzzles, investigazione, suspence e terrore nel quale controlliamo un ragazzo che si trova intrappolato in quella che, una ventina di anni prima, era una prestigiosa università di medicina. Sviluppato da 3D2 Entertainment, giovane studio di sviluppo di Barcelona, il gioco narra di alcune sparizioni avvenute nella rinomata Università di Medicina di Crowswood nel corso del 1947 e che ne hanno portato alla chiusura. Ambientato 20 anni dopo, The Crow’s Eye non è propriamente il classico gioco di avventura, ci troveremo ad indagare nella prospettiva in prima persona, l’interazione con altri personaggi sarà praticamente assente e dovremo superare una serie di ostacoli e puzzles mentre cercheremo di ricostruire la storia attraverso lettere e registrazioni. Ci sarà inoltre la possibilità di craftare oggeti per poter avanzare nell’avventura. Uscita prevista per i primi mesi del 2017.

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Apartment 327

Sviluppato da Binary Box Studios, uno studio di Santander, Apartment 327 è un avventura in prima persona la cui principale caratteristica sono i viaggi temporali che ti mantengono intrappolato in una vecchia casa piena di orrori. Sarà fondamentale visitare gli stessi luoghi in diverse linee temporali per poter risolvere tutti i puzzles ed enigmi che sono necessari per poter sbloccare nuove aree e poter progredire nel gioco.

Durante il gioco troveremo varie storie nelle diverse linee temporali, che scopriremo mediante ritagli di giornale e dalle pagine dei diari dei suoi protagonisti. Dovremo, oltre che scappare, scoprire chi siamo attraverso queste storie.

I puzzle sono difficili e gli sviluppatori raccomandano avere a portata di mano matita e blocknotes, molti di essi saranno accessibili mediante frammenti di testo che incontreremo disseminati nella casa. Ci sono numerose stanze buie e la lanterna sará la nostra unica fonte di luce, nonché la nostra unica possibilità di salvezza poiché, qualcosa nell’oscurità ci sta aspettando…

Uscita prevista a inizi 2017.

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Goetia, un’avventura differente


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Smaltite le feste e i vari panettoni, voglio cominciare il nuovo anno presentando un gioco del team di sviluppo francese, Sushee. Rilasciato ormai 2 anni fa, Goetia è un gioco di avventura punta e clicca per PC e Mac e, come in qualsiasi gioco di avventura, dovrai cercare indizi, trovare oggetti e capire come usarli o combinarli per progredire attraverso le varie aree del gioco, i puzzles e gli incontri che avrai. Tuttavia, c’è una grande differenza rispetto ad altri giochi di avventura a cui potresti essere abituato. In Goetia, reciti la parte di Abigail, il fantasma di una giovane donna. E come un fantasma, puoi attraversare i muri e volare attraverso i soffitti, puoi esplorare ovunque e come preferisci. Ma … per manipolare gli oggetti, dovrai possederli, proprio come farebbe un vero poltergeist. E una volta che possiedi un oggetto, non puoi più passare attraverso i muri. Un’altra particolarità del gioco è che l’avanzamento del nostro fantasma avviene per scrolling laterale. Belli anche ambiente e grafica, ben fatte e sa ricreare le giuste atmosfere.

Le rovine di ogni villaggio sono la testimonianza silenziosa dei suoi ultimi istanti. Quelle di Oakmarsh non sono diverse. Il loro silenzio rivelatore, la polvere che ricopriva quello che un tempo era un tranquillo villaggio vicino Coventry. Se cammini tra le rovine puoi facilmente immaginare com’era. Quei piccoli punti neri della Luftwaffe che cadono dal cielo, si ingrandiscono di minuto in minuto. Il fischio dei bombardieri in picchiata che si avvicinano a quel fatidico giorno del febbraio 1941. E se tocchi il legno carbonizzato, puoi persino sentire le sirene di avvertimento e le urla di panico che risuonano nel tempo. O forse non sentirai niente. Forse sentirai solo il peso del silenzio, rotto solo dal vento tra i rami dei vecchi alberi. Forse sentirai solo il peso di questa domanda senza risposta: potrebbe quell’attacco fatale spiegare cos’è successo qui? È sufficiente da spiegare perché l’intera popolazione è fuggita dal villaggio? Scruti oltre i limiti del villaggio, in alto, vedi la sua forma: il maniero di Blackwood. Dietro le sue porte, il silenzio di Oakmarsh assume un sapore diverso. Gelido, metallico, debole, gonfio di segreti che attendono di essere svelati. Blackwood. Il nome di un maniero, residenza dell’omonima famiglia. Un lignaggio pervertito e pazzo, un clan i cui membri finali dedicarono la loro vita al misticismo e agli esperimenti fanatici.

“Sono Abigail. Abigail Blackwood. Uscita dalla tomba recentemente, non so nulla degli ultimi 40 anni della storia della mia famiglia … Ma ovviamente qualcuno è entusiasta di vedermi sollevare il velo su quello che è successo a Oakmarsh – a ciò che ha portato alla rovina del maniero di Blackwood. E sembra che non abbia altra scelta a riguardo…”

Un gioco sicuramente interessante, con atmosfera, grafica e musica all’altezza e che introduce un gameplay innovativo e carino.

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  • Un misterioso mondo Vittoriano in 2D.
  • Oltre 90 stanze da esplorare.
  • Cinque vaste e differenti aree da scoprire. Blackwood Manor è circondata da rovine, boschi, grotte e un villaggio abbandonato.
  • Una colonna sonora progressive-rock e ambient-inspired.
  • Usa la tua abilità di camminare attraverso i muri per raggiungere stanze e aree segrete.
  • Possedere oggetti come un poltergeist per sollevarli, usarli, combinarli, farli galleggiare nell’aria, ammucchiarli … beh, dopotutto sei un fantasma, comportati come tale!
  • Risolvi enigmi in vari modi scoprendo stanze nascoste e caratteristiche speciali, come nuovi poteri spettrali.
  • Immergiti nella storia di Blackwood: sono passati 40 anni e molte cose sono cambiate dalla morte di Abigail.
  • Sentiti libero di esplorare! Puoi viaggiare attraverso il mondo di Goetia come più ti piace – e se rimani bloccato, torna indietro ed esplora un’altra area.

Compra il gioco su Steam

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Si avvicina Natale, è tempo di favole


È giusto identificare le avventure grafiche punta e clicca come giochi non più attuali? Sicuramente non la pensano così i ragazzi di Dionous Games, studio di sviluppo greco, che, in pieno 2017, sta sviluppando un’avventura grafica punta e clicca in terza persona, caratterizzata da fondali disegnati a mano in 2D in alta definizione, una storia carina inerente il Natale, colonna sonora originale e puzzles impegnativi, dal nome Watch Over Christmas. Una miscela tanto di voga negli anni 90, epoca d’oro dei punta e clicca, epoca a cui questi ragazzi greci, esplicitamente, dichiarano ispirarsi.

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Cisco, un ragazzo di dodici anni, è intelligente, spiritoso e talvolta un poco ostinato. Il prossimo 24 dicembre, la sera prima di Natale, la sua radio intercetta una strano messaggio di aiuto. Rispondendo alla richiesta di aiuto, s’imbatte in uno strano bagliore che seguirà, scoprendo così che Babbo Natale è stato rapito. Le festività sono in gioco e Cisco si impegna per cercare di salvare il Natale. Certamente non sarà un compito facile, e quest’avventura lo porterà ad affrontarsi a numerosi puzzles molto impegnativi. Il gioco sarà disponibile per Win, Mac, Linux, Android, iOs. È allo studio anche una versione in italiano. Per questo Natale è prevista la demo ufficiale. Rimanete sintonizzati su queste pagine per saperne di più.

Links d’interesse:

Sito ufficiale

Una nuova esperienza MYSTica


C’era una volta un gioco di avventura in prima persona che poi divenne culto nel suo genere, influenzando tutta una tipologia di adventure game, molti sono stati i suoi discepoli nel tempo. Le loro caratteristiche comuni erano la visuale in soggettiva, l’ambiente di gioco che ricreava un mondo sperduto in bilico tra realtà e fantasia, una tipologia di puzzles ed enigmi la cui risoluzione era basata sulla interazione con l’ambiente circostante. Myst era il suo nome e gli avventurieri di lungo corso sicuramente lo conosceranno.

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Questo è lo scenario in cui Simon Mesnard è solito muoversi. Già autore di A Space Adventure e Catyph – The Kunci Experiment, entrambe avventure myst-like basate sulla serie di fantascienza creata da Simon stesso, The Black CubeOrmai da anni Simon è portavoce, nonché fondatore, dell’associazione artistica The Icehouse, che annovera molti artisti europei che lavorano su vari campi dell’arte, dai videogiochi ai fumetti ecc., il cui scopo è quello di collaborare tra di loro per poter sviluppare i propri progetti. Oggi parliamo del suo terzo gioco basato su questa serie, RealMyha, già il titolo richiama RealMyst, una versione moderna del classico Myst, e ci lascia quindi capire che stile di gioco adotterà.

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Prima di addentrarci nel dettaglio, dobbiamo fare una panoramica sulla serie nel quale quest’ultimo è inserito.

The Black Cube, come detto in precedenza, è una serie di fantascienza ideata da Simon Mesnard, che ruota attorno a un misterioso cubo nero con un potere devastante. Su questa serie sono già stati creati videogiochi, fumetti e addirittura, l’anno scorso, è stata ideata la prima jam nella quale era richiesto la creazione di un videogioco, basato sulla serie, in 6 giorni. In questa jam, Simon partecipò con il videogioco RealMyha, una versione 2D in soggettiva sviluppato con Visionaire, come i suoi 2 predecessori: ASA-R e Catyph. Visto il successo ottenuto con questa versione base del gioco, Simon decise di creare un RealMyha completamente in 3D, sviluppato con Unreal 4, con la collaborazione di Denis Martin, già autore di un altro gioco myst-like, RoonSehv.

Con l’apertura del kickstarter di RealMyha, approfittiamo quindi per conoscere i dettagli del progetto.

RealMyha è il primo gioco in Real3D sviluppato da Simon Mesnard, inserito nel contesto della serie di fantascienza The Black Cube, una tecnologia misteriosa ed avanzata creata dagli Antehrani, una civiltà aliena che scomparve molto tempo fa. Myha può essere giocato separatamente rispetto agli altri titoli della serie. Se nei titoli precedenti si respirava a pieni polmoni la sensazione di vivere in prima persona il mondo fantastico che ci circonda, adesso, in completo 3D, possiamo solo immaginare l’atmosfera reale che sarà creata. Ci sembrerà di fare un tuffo nel passato e riassaporare il mondo di Myst. Inizialmente sarà rilasciato solo in inglese e francese, ma a detta degli autori, sono molto interessati a rilasciare una versione anche in italiano.

La Storia

La CSE (Agenzia Spaziale del pianeta Tehra) riceve un segnale di pericolo proveniente da una sua luna. Un astronauta viene inviato nello spazio per investigare. Quando questi arriva a destinazione, non c’è nessun segnale di pericolo, non c’è nessuno in giro, eccetto un misterioso Cubo Nero. Lo prende ed è immediatamente teletrasportato in un mondo lontano: un’isola, su una luna chiamata Myha.

Gli autori

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Simon Mesnard vive in Francia, iniziò il suo percorso nella grafica con 3dsmax all’età di 15 anni. Una volta terminata la scuola di disegno grafico, lavorò molti anni prima di intraprendere la carriera di freelancer per potersi finalmente occupare dei suoi progetti che daranno luce al cortometraggio 2011: A Space Adventure il quale darà i natali alla serie Black Cube, che proseguirà poi con i giochi ASA, Catyph e adesso RealMyha.

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Denis Martin è uno sviluppatore, anch’egli francese, autodidatta, che lavora sui suoi progetti da casa nel suo tempo libero. Nonostante lo sviluppo dei videogiochi non sia il suo lavoro principale, ciò non vuol dire che non sia serio e bravo, prova ne è il suo primo videogioco RoonShev, altro progetto Myst-like ambientato in un mondo unico. Denis ha gestito un gruppo di artisti adesso conosciuti con il nome di Babel Studio che lo hanno aiutato nello sviluppo di RoonShev. A Denis piace usare Blender con Unreal 4, il suo engine preferito. Per questo motivo la scelta dell’engine per RealMyha è ricaduta su Unreal 4.

Olivier Maurey, se ancora non lo conosci, vai subito a sentire i suoi brani nel sito che ha creato apposta, www.age-des-sons.com. Olivier è un appassionato di Myst e giochi affini, questo trapela da ogni suo brano. Semplicemente incantevoli, riesce a ricreare nella mente dell’ascoltatore-giocatore un universo mistico senza uguali. Mai scelta fu più azzeccata per curare la colonna sonora, perché di questo si tratta, di RealMyha.

Cosa aspettiamo?

Se siete appassionati di Myst e giochi di questo tipo, non potete rimanere indifferenti a RealMyha. Per la modica cifra di qualche euro, potete veramente aiutare questi ragazzi (e accaparrarvi la copia digitale). Conosco personalmente Simon per aver lavorato con lui in ASA-R ed è un ragazzo veramente bravo e onesto. Di ASA-R, a parte l’atmosfera veramente particolare, ricordo con piacere gli enigmi e i puzzles, mai troppo facili ma neanche troppo difficili.

Da parte mia un grande in bocca al lupo a questi ragazzi, io ho già “backerato” e non vedo l’ora che RealMyha faccia parte della mia biblioteca di Steam per tornare a immergermi in quel mondo unico che ogni titolo di questo genere riesce a trasmetterci.

Links d’interesse:

The Black Cube series 
Official site: theblackcube.fr 
Facebook page: facebook.com/blackcube.series
Myha and RealMYHA: theblackcube.fr/myha

Simon Mesnard 
Portfolio: simonmesnard.fr 
Twitter: @Simon_ASA

Denis Martin 
Blog: roonsehv.blogspot.fr
Twitter: @prom361

Olivier Maurey
Website: age-des-sons.com

The Icehouse collective 
Official site: theicehouse.fr 
Facebook page: facebook.com/theicehousecollective 
Twitter: @theicehouse_col

Un thriller psicologico riuscito a metà


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Jonathan si risveglia da un incubo in una cella di prigione, non sapendo come ci è finito. Un insopportabile mal di testa e un senso di smarrimento lo fanno sembrare ancora immerso nel suo incubo, ma una voce proveniente da una vecchia radio lo avvisa che non è affatto così. Inmates è un thriller psicologico con una buona storia, un’atmosfera che ricrea le turbe psichiche del personaggio, accompagnata da elementi horror e puzzles. Raccogli ed esamina oggetti per scoprire i misteri che si celano tra le sbarre. Per quale ragione sei qui?

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Realizzato interamente dallo sviluppatore indie armeno Davit Andreasyan con Unreal 4, Inmates ci trasporta all’interno della mente di un malato affetto dal disturbo dissociativo dell’identità (disturbo di personalità multipla). Ci troviamo all’interno di questo carcere indagando e raccogliendo indizi per capire come mai siamo finiti in questo luogo. È solo frutto della nostra mente oppure è la realtà?

Recentemente rilasciato su Steam, il gioco si presenta con una grafica che non eccelle pur compiendo il suo dovere, anche la qualità dei personaggi presenti non è delle migliori. Sicuramente il piatto forte di questa esperienza interattiva è la storia, anche se devo dire che avrei preferito fosse svelata più lentamente e non tutta d’un fiato ad un certo punto del gioco. La trama nel suo complesso mi è piaciuta, anche se non di facilissima comprensione. Ad accompagnare il nostro viaggio, non potevano certo mancare i jumpscares di rito in questo tipo di gioco, qualcuno mi ha fatto sobbalzare sulla sedia raggiungendo quindi il suo obiettivo.

I puzzles che troviamo nel corso del gioco sono facili da risolvere e non vi bloccheranno di certo in nessun caso. Purtroppo questi ultimi sono quasi tutti incentrati sull’apertura delle porte che troveremo chiuse nel corso del gioco. Peccato, sicuramente si poteva fare di più in questo aspetto del gameplay. Per quanto riguarda la meccanica di gioco, troveremo le classiche note in giro per le stanze, anche se queste non serviranno molto alla comprensione della storia. Non è possibile correre, né nascondersi. La durata si attesta su 1 ora poco più.

Per concludere, l’idea mi è sembrata buona, la realizzazione tecnica meno, anche se non si può chiedere troppo ad una persona sola.

Links di interesse:

Sito web ufficiale

Pagina Steam

I fell from Grace


Vestiamo i panni di Henry, un uomo sulla quarantina, sommerso dai debiti, con una carriera lavorativa che non ha mai decollato, i colleghi vengono promossi ma a lui manca sempre qualcosa. Davanti agli occhi della morente moglie, Henry deve avere sempre un atteggiamento coraggioso, cosa avrebbe fatto quando Grace non ci sarebbe più stata? Ma un giorno accade un miracolo, dalla disperazione e rassegnazione, arriva la possibilità di una cura. La tua vita tornerà come prima e la tanto agognata promozione arriverà, ormai ne sei sicuro!

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In arrivo per la fine dell’anno, un’avventura retro con grafica 2d in pixel art con scrolling laterale dove è necessario seguire la storia e risolvere i puzzles per progressare nel gioco, I fell from Grace. Ambientato nel Maine attuale, svela una storia accattivante che si sviluppa in un contesto di pioggia autunnale continua. In questa situazione, il protagonista, lotta per mantenere le cose a galla, alternandosi tra la sua carriera di ricercatore scientifico in difficoltà e la ricerca di una cura per trattare la moglie, malata terminale. Un giorno, dal niente, spunta una misteriosa cura per la moglie, le cose prendono una piega sinistra nel momento in cui Henry comincia ad indagare sull’origine di questa cura. La storia prenderà diverse direzioni a seconda delle scelte che farà il giocatore in tutto il gioco.

I fell from Grace è sviluppato da Deep Taiga, studio indie composto da una sola persona che ha curato la programmazione e la storia, mentre la grafica e la musica sono state affidate a 2 freelancer. Uscita prevista per gli ultimi mesi dell’anno.

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Pagina Steam

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L’horror parla italiano


Certamente non è facile sviluppare un videogioco, qualsiasi videogioco. Molte e varie sono le competenze che i componenti del team di sviluppo devono possedere: grafica, animazione, programmazione, scrittura della storia. Ed è per questo ancora più difficile realizzare un videogioco completamente in solitario, una sola persona che deve gestire tutti questi aspetti. Questo accade molto di rado, ma succede… ed è successo ad Alessandro Guzzo, classe 90, con il suo The Land of Pain. Un videogioco, un’avventura ispirata al mito dei Grandi Antichi di H.P. Lovecraft, dove l’atmosfera di oppressione e l’esattezza della riproduzione dei luoghi, l’altopiano di Asiago, luogo caro all’autore per averci trascorso l’infanzia, la fanno da padrone.
Ed è proprio questo il piatto forte di Land of Pain, il contrasto tra la bellezza del bosco all’inizio del gioco e la sua controparte oscura più avanti, la riproduzione quasi fanatica del bosco, applicando tecniche di fotogrammateria per riprodurre le costruzioni, ma non solo, fiori, piante e insetti che volano. Il risultato è un ambiente totalmente vivo ed accattivante, che ci immerge pienamente nel gioco, complice probabilmente anche la qualità del motore grafico utilizzato, CryEngine, lo stesso usato per sviluppare molti giochi AAA.
The Land of Pain ripercorre lo stesso filone di videogiochi di avventura con atmosfera ricca di emozioni, dei suoi predecessori Anna e The Town of Light, anch’essi produzioni dell’italica penisola.

Ma un videogioco non può essere solo grafica e ambienti, The Land of Pain, ci introduce in una storia, che seppur semplice nella sua totalità, è comunque intrigante e ci spinge a investigare i fatti che si susseguono. A nostro avviso, la storia si ispira al racconto <<L’ombra su Innsmouth>> del nostro amato H.P. Lovecraft. La meccanica è quella classica di questo tipo di gioco, troveremo in giro delle lettere e note che ci sveleranno la storia poco a poco, i puzzle sono semplici e vanno dalla ricerca di chiavi a spostare delle casse. Non manca la parte di azione, dove dovremo scappare incespicando dappertutto nel bosco cupo. Storia e meccaniche ci sono sembrate solo sufficienti, ma d’altronde non si può essere bravi in tutto.

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In conclusione, The Land of Pain, ci è piaciuto. Ci è piaciuto il primo lavoro, in solitario, di Alessandro e, come dicemmo a suo tempo anche agli autori di The NADI Project, l’inizio è promettente. Continuate a realizzare videogiochi, il mondo indie ha bisogno di gente come voi. Magari incorporando, nel caso di Alessandro, un programmatore e un writer, avremo di fronte un gran bel gioco.

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Freddo e horror, un binomio che funziona


Solo e sperduto in un desolato parco nazionale del freddo Canada settentrionale è il tema principale dell’avventura horror che stanno sviluppando in Kowai Sugoi Studios, gli stessi che svilupparono nel 2006, l’avventura free punta&clicca retro, Cozy. Shiver, questo il titolo del gioco, è ambientato nel 1990, quando ancora cellulari e internet non erano molto diffusi.

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Il nostro protagonista si accinge a fare visita al padre che vive in una appartata casa nella provincia canadese della Columbia Britannica. Lungo il cammino, però, saremo costretti ad addentrarci nello stranamente abbandonato Windy Oaks National Park, un nuovo parco fondato grazie alla donazione della Samstone Mining Company come atto di beneficenza a seguito di un catastrofico incidente. Con il solo aiuto degli oggetti che troveremo e una buona dose di arguzia, dovremo riuscire a scoprire il mistero che avvolge il parco e scappare.
Il successore di Cozy godrà di una buona storia e un’atmosfera molto immersiva realizzata in 3D, il gameplay sarà in stile slideshow in prima persona, gli scenari saranno realizzati con una combinazione di disegno e fotografia.
La data ufficiale di rilascio non è stata comunicata, ma si pensa potrebbe essere vicino Halloween.

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Green Mirror


Green Mirror è una avventura classica punta e clicca con forti componenti di terrore in stile Lovecraft. Combina una classica giocabilità punta e clicca, con nuove meccaniche volte a rendere dinamiche alcune parti del gioco. Sezioni di esplorazione che vi immergeranno in contenuti secondari che si sviluppano al margine della storia principale, complementandola.

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La Storia

Dopo la strana sparizione di una famiglia di escursionisti, Dylan Riley, un membro veterano della squadra di salvataggio del parco nazionale di Steelrock Canyon, in seguito ad un incidente, si ritrova solo nel mezzo della notte in una zona inesplorata e chiusa al pubblico. Ma… è veramente solo? Ombre che scivolano tra gli alberi, osservandolo, sussurri incomprensibili le accompagnano, qualcosa che vive da eoni in questo bosco, sembra non gradire affatto la presenza umana.

Caratteristiche

Esplorazione. Il bosco che copre la riserva naturale come un manto verde nasconde molti segreti e pericoli sepolti dal tempo, per questo motivo, molte zone che lo compongono sono state dichiarate chiuse al pubblico. È passato molto tempo da quando un essere umano ha percorso i suoi sentieri dimenticati.

Risolvi puzzles. Esistono molti enigmi occulti negli angoli oscuri del bosco di Steelrock Canyon che aspettano di essere svelati. Antiche conoscenze anziose di essere rivelate di nuovo. Niente è semplice come sembrerebbe in un primo momento.

Sopravvivi! Curati le ferite, cerca aiuto e scappa dalle oscure presenze nascoste in ogni angolo del bosco. Qualcosa nel bosco, o il bosco stesso, sembra vivo. Non fidarti.

Data di rilascio: Q4 2017

Piattaforme: Pc Windows, Linux e Macintosh.

Link di interesse:

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Madrid Games Week 2015


I giorni 1 – 4 ottobre del 2015 si è tenuta a Madrid la consueta fiera dei videogiochi, la Madrid Games Week 2015, giunta ormai al terzo anno.

Oltre alle celebri presenze di Playstation, EA Sports e vari Assassin Creed che ormai la fanno da padrone occupando ¾ dei padiglioni con i suoi stand miliardari, quest’anno si è vista una zona completamente dedicata allo sviluppo Indie, con tanto di spazio conferenze.

Oltre a una ventina di piccoli stands, erano presenti 2 stands più grandi: Badland Indie e Games Boosters (ex MadeInSpain Games). Quest’ultimo ha promosso un’iniziativa molto lodevole subaffittando il proprio spazio a tutti gli Indie che ne facevano richiesta, anche se non erano distribuiti da loro.

Questo ha fatto sì che nello stand MadeInSpain vi fossero circa 30 sviluppatori indipendenti che potevano mostrare il proprio lavoro a tutto il pubblico.

Ed è proprio in questo stand che sono state presentate le novità più interessanti per gli appassionati di avventura.

Cominciamo dai ragazzi di Blooming Buds Studios che hanno presentato Calendula, un’esperienza di gioco a dir poco particolare. Si perché chiamarlo gioco è riduttivo.

Infatti Calendula è più un’esperienza che un gioco. Già dal menu di inizio dobbiamo risolvere qualche puzzles per avviare il gioco, perché, come dicono gli autori stessi, Calendula non si fa giocare… La versione presentata è solo una demo che contiene 4 puzzles che si addicono più ad un tecnico informatico che a un videogiocatore… rimane il forte dubbio di capire come sarà realmente il gioco una volta che siamo riusciti ad avviarlo. Ai posteri l’ardua sentenza. Uscita prevista tra fine 2015 e primavera 2016.

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Andy con il team The Game Kitchen, sviluppatori dell’avventura The Last Door.

Proseguiamo il nostro giro parlando dell’ormai conosciuto titolo dei sivigliani The Game Kitchen, ossia The Last Door. Per chi no conoscesse il gioco, si tratta di un’avventura grafica punta e clicca in terza persona in stile pixelarts. Parlando con Mauricio García e Carlos Viola, rispettivamente responsabile progetto e compositore delle musiche del team, mi spiegano che la particolarità del gioco è l’intreccio narrativo e per dar risalto a questo aspetto, hanno scelto di usare una grafica pixelarts in modo tale da far lavorare l’immaginazione del giocatore, dandogli solamente dei contorni in cui immaginare i dettagli dei personaggi. The Last Door sta riscuotendo molti pareri favorevoli dal mondo anglofono, per la cura della narrativa del gioco che ricordiamo è ambientato nell’Inghilterra vittoriana. Questo è dovuto, spiega Mauricio, al fatto che tutti i testi vengono inviati ad un associazione letteraria inglese che si occupa di revisionarli, inserendo eventualmente termini propri dell’epoca vittoriana aggiungendo così molto più realismo alla storia. Presto sarà disponibile il 4º e conclusivo capitolo della stagione 2 che potrebbe voler dire la fine della saga. Non si sa ancora cosa avranno in serbo questi ragazzi per il futuro.

Blues and bullets è un gioco di azione/avventura che ci vede protagonisti nei panni di Eliot Ness, ex leader dei leggendari Intoccabili, che vuole passare il resto della sua vita lavorando nel suo bar senza più pensare ai fatti della sua corrotta città di Santa Esperanza. Purtroppo i sogni non si avverano mai e tornerà, suo malgrado, nel pieno dell’azione quando dei bambini cominciano a sparire. Sviluppato da A Crowd of Monster, un team Indie di Barcellona, è balzato alle cronache poiché il gioco è frutto di un prestito privato ad opera di Business Angel, una piattaforma di finanziamento privata. L’ammontare di questo prestito è entrato nel gusinness dei primati per un videogioco prodotto in Spagna.

Il gioco, in effetti, mette in mostra un buon comparto narrativo e grafico anche se forse le animazioni risultano un po’ legnose per le risorse disponibili. Il sistema di puntamento delle armi richiede un poco di pratica ma poi si riesce a maneggiarlo in maniera soddisfacente.

Veniamo adesso ai madrileni Team Gotham e al suo The Guest, votato miglior gioco nella precedente edizione della MGW. Ci troviamo in una camera di albergo, non sappiamo chi siamo, probabilmente uno scienziato dell’Europa dell’est, dal biglietto aereo trovato in camera, dobbiamo uscire dalla stanza e per farlo dovremo risolvere alcuni puzzles non proprio facilissimi. Bella grafica, buona atmosfera e sonoro accompagnano i nostri tentativi di uscire dalla stanza. Il gioco è in una versione beta avanzata e questi ragazzi hanno appena concluso un accordo di distribuzione con 505games, publisher di PayDay 2.

Altro gioco interessante sembra essere 1214, l’avventura dei madrileni Vyretrux che si trova adesso in una fase di pre-alpha. Si tratta di un avventura-survival horror che si collega allo smartphone del giocatore, di modo che il gioco possa mandare segnali al cellulare. Quindi man a mano che avanziamo nel gioco, il nostro cellulare si integra nell’ambiente di gioco, ricevendo interferenze o spegnendosi o facendo cose strane in sincronia con quello che avviene sullo schermo, aumentando così l’esperienza di gioco. Nessuna data conosciuta di rilascio per ora. Abbandoniamo adesso lo stand MadeInSpain per passare a Badland Indie facendo visita ai Protocol Games e il suo Song of Horror, gioco sicuramente di qualità vista la grafica e la struttura. È un’avventura survival horror che ci permette di controllare fino a 16 personaggi giocanti, in terza persona e con alcune caratteristiche peculiari tra cui appunto la possibilità di continuare il gioco con un altro personaggio nel caso il precedente muoia. Il gioco si sviluppa su capitoli, se il nostro personaggio muore, cominceremo con un altro ma il precedente non potrà più essere controllato. In pratica è come se i 16 personaggi fossero le nostre 16 vite. Queste persone sono legate in qualche modo al personaggio principale Daniel Noyer, un ex imprenditore e pubblicista fallito che viene inviato dalla sua casa editrice a cercare il loro più importante cliente, lo scrittore Sebastian P. Husher. Una volta arrivato alla villa Husher, Daniel si rende subito conto che c’è qualcosa che non va. Capitolo dopo capitolo, mediante puzzles e duelli con oscure presenze dovremo venire a capo del mistero.

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© 2015 Andy Rinaldi - Blog di Videogiochi e Misteri

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